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Gli arsenali nel Quattrocento
Alla fine del Trecento gli arsenali pisani persero tuttavia la loro antica funzione. In quegli anni la città si preparava a resistere agli attacchi dei Fiorentini, senza contare la minaccia genovese, e gli arsenali furono trasformati sempre più in strutture difensive fortificate. L’area assunse così il nome di “cittadella”.
Luogo
- M. Mallett, The florentine galleys in the fifteenth century, Oxford 1967
- F.C. Lane, Le navi di Venezia fra i secoli XIII e XVI, Torino 1983
- M. Tangheroni, Commercio e navigazione nel Medioevo, Roma-Bari 1996
- O. Banti, Storia illustrata di Pisa, Pisa 2006
- I. Del Punta, I cantieri navali, in Toscani al lavoro. Le grandi produzioni di una terra piena di storia, a cura di I. Del Punta e L. Fezzi, III, Firenze 2005
Gli arsenali repubblicani
Fin dall’inizio del Duecento, e in alcuni casi già prima, le maggiori città portuali si dotarono di spazi e edifici destinati esclusivamente alla costruzione e alla riparazione di navi, generalmente galee e velieri, ma anche imbarcazioni più piccole. Questi complessi avevano a disposizione darsene e bacini (talvolta artificiali), erano circondati da scali, magazzini e officine.
Luogo
- M. Tangheroni, Commercio e navigazione nel Medioevo, Roma-Bari 1996
- E. Concina, Arsenali e città nell’Occidente europeo, Roma 1987
- E. Concina, L’arsenale della repubblica di Venezia: tecniche e istituzioni dal medioevo all’età moderna, Milano 1984
- E. Dummer, A voyage into the mediterranean seas (1685), Londra, British Library, King’s manuscripts, 40
La chiesa di San Paolo a Ripadarno
La chiesa di San Paolo a Ripadarno, nel quartiere di Sant’Antonio, fu fondata intorno al 925. Nei secoli seguenti la chiesa è menzionata in più documenti con annesso un monastero e, a partire dal 1147, anche un ospedale, per il ricovero di pellegrini e viaggiatori.
Luogo
- F. Paliaga, S. Renzoni, Chiese di Pisa. Guida alla conoscenza del patrimonio artistico, 3a ed. riveduta, corretta, ampliata con la collaborazione di Francesca Barsotti, Pisa 2005
- M. Burresi, A. Caleca, Le Croci dipinte, Pisa 1993
- M. Burresi, A. Caleca, Affreschi medievali a Pisa, Pisa 2003
- F. Redi (a cura di), La città, le chiese, le case, le cose, Cinisello Balsamo 2000
- M. Tangheroni, Commercio e navigazione nel Medioevo, Roma-Bari 1996
La chiesa di Santa Maria della Spina
La chiesa di Santa Maria della Spina, che sorge isolata sulla riva sinistra dell’Arno, sul Lungarno Gambacorti, fu fondata nel 1230 dalla famiglia nobile dei Gualandi. Inizialmente si chiamava “Santa Maria del Ponte Novo”, perchè collocata vicino al secondo ponte sull’Arno costruito alla fine del XII secolo per collegare via Santa Maria con l’attuale via Sant’Antonio. Il ponte fu chiamato “Ponte Novo”, per distinguerlo dal primo ponte della città, corrispondente all’attuale Ponte di Mezzo.
Luogo
La chiesa degli Ospitalieri: San Sepolcro

Luogo
- F. Paliaga, S. Renzoni, Chiese di Pisa. Guida alla conoscenza del patrimonio artistico, 3a ed. riveduta, corretta, ampliata con la collaborazione di Francesca Barsotti, Pisa 2005
- R. Zaccagnini, Ubaldesca, una santa laica nella Pisa dei secoli XII-XIII, Pisa 1995
- M.L. Ceccarelli Lemut – G. Garzella, I Gerosolimitani a Pisa e nel territorio nel Medioevo, in Riviera di Levante tra Emilia e Toscana: un crocevia per l’Ordine di S. Giovanni, Atti del Convegno (Genova-Rapallo-Chiavari, 9-12 settembre 1999), Bordighera 2001, pp. 531-553
- A. Patetta, Gli ospedali di Pisa: sanità e assistenza nei secoli XI-XV, Pisa 2001
La chiesa di San Michele in Borgo
La chiesa e il monastero benedettino di San Michele in Borgo costituivano nel Medioevo una delle istituzioni ecclesiastiche più ricche e potenti della città. La chiesa fu ampliata nell’XI secolo grazie all’intervento del fondatore del monastero, l’abate Bono, che quando giunse dall’abbazia di Nonantola disse di aver trovato sul posto, oltre alla chiesa, solo un “tugurium” e una torre in corso di costruzione.
Luogo
La chiesa di Santo Stefano.
I
l papa e martire Stefano era diventato il santo prediletto da Cosimo I de’ Medici, da quando questi aveva riportato una vittoria decisiva per il predominio in Toscana nella battaglia di Montemurlo, il 2 agosto (1554), giorno consacrato al santo. La chiesa dell’Ordine dei Cavalieri, fondata nel 1565 sul luogo di una più antica, quella di San Sebastiano alle Fabbriche Maggiori, fu dunque dedicata a Santo Stefano.
Luogo
- F. Paliaga, S. Renzoni, Chiese di Pisa. Guida alla conoscenza del patrimonio artistico, 3a ed. riveduta, corretta, ampliata con la collaborazione di Francesca Barsotti, Pisa 2005
- AA.VV., L’Ordine di Santo Stefano e il mare, Pisa 2001
- M. Aglietti, La partecipazione delle galere toscane alla battaglia di Lepanto (1571), in AA.VV., Toscana e Spagna nell’età moderna e contemporanea, pubblicazioni del Dipartimento di Scienza della Politica della Università di Pisa, Pisa 1998, pp. 55-145
- O. Banti, Storia illustrata di Pisa, Pisa 2004
La chiesa di San Sisto in Corte Vecchia.
La chiesa di San Sisto è un monumento molto importante perchè, oltre ad essere la chiesa più antica che si è conservata nelle forme originali fino ad oggi, costituisce una testimonianza della memoria istituzionale, ma anche commerciale, della città. Infatti, il toponimo “Corte Vecchia” indica il luogo dove, dall’età longobarda fino ai primi dell’XI secolo, si riunivano le autorità politiche di maggior spicco in città: prima i funzionari del re longobardo, i cosiddetti “gastaldi”, quindi i conti.
Luogo
Piazza del Duomo
La piazza del Duomo (o Piazza dei Miracoli) è stata sin dall’antichità il cuore spirituale della città. Gli Etruschi vi costruirono almeno due santuari, mentre i Romani scelsero quest’area per edificare le lussuose dimore delle più eminenti famiglie cittadine. Recenti scavi hanno permesso il ritrovamento di pavimenti a mosaico, strutture murarie e colonne di portici.
Luogo
- O. Banti, Storia illustrata di Pisa, Pisa 2004
- Il Duomo di Pisa, a cura di E. Carli, Firenze 1989
- Pisa e il Mediterraneo: uomini, merci, idee dagli Etruschi ai Medici, a cura di M. Tangheroni, Catalogo della mostra di Pisa (13 settembre-9 dicembre 2003), Milano 2003
- M. Tangheroni, Pisa, l’Islam e il Mediterraneo, la prima crociata: alcune considerazioni, in Toscana e Terrasanta nel Medioevo, a cura di F. Cardini, Firenze 1982, pp. 31-55
- I. Del Punta, Il marmo, in Toscani al lavoro. Le grandi produzioni di una terra piena di storia, vol. I, Il marmo – la ceramica – il vetro e l’alabastro, Firenze 2005
La chiesa di San Sisto in Corte Vecchia: spazio istituzionale della città
La chiesa di San Sisto è un monumento molto importante perché, oltre ad essere la chiesa più antica che si è conservata nelle forme originali fino ad oggi, costituisce una testimonianza della memoria istituzionale, ma anche commerciale, della città. Infatti, il toponimo “Corte Vecchia” indica il luogo dove, dall’età longobarda fino ai primi dell’XI secolo, si riunivano le autorità politiche di maggior spicco in città: prima i funzionari del re longobardo, i cosiddetti “gastaldi”, quindi i conti.