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Pisa marinara
La chiesa di San Paolo a Ripadarno
La chiesa di San Paolo a Ripadarno, nel quartiere di Sant’Antonio, fu fondata intorno al 925. Nei secoli seguenti la chiesa è menzionata in più documenti con annesso un monastero e, a partire dal 1147, anche un ospedale, per il ricovero di pellegrini e viaggiatori.
Luogo
- F. Paliaga, S. Renzoni, Chiese di Pisa. Guida alla conoscenza del patrimonio artistico, 3a ed. riveduta, corretta, ampliata con la collaborazione di Francesca Barsotti, Pisa 2005
- M. Burresi, A. Caleca, Le Croci dipinte, Pisa 1993
- M. Burresi, A. Caleca, Affreschi medievali a Pisa, Pisa 2003
- F. Redi (a cura di), La città, le chiese, le case, le cose, Cinisello Balsamo 2000
- M. Tangheroni, Commercio e navigazione nel Medioevo, Roma-Bari 1996
Ponte a Mare
Sebbene non si conosca la data di costruzione, Ponte a Mare doveva esistere già da tempo nel 1333, anno in cui il Consiglio del Comune ne decretò il restauro. Il ponte era conosciuto con il nome di “Ponte Novo della Degazia” (Ponte Nuovo della Dogana) o di “Ponte della Degazia del Mare”, per la prossimità alle dogane della città.
Luogo
Gli arsenali al tempo dei Medici
Una delle prime preoccupazioni di Cosimo de’ Medici intorno alla metà del Cinquecento fu di ripristinare gli arsenali della città. L’iniziativa faceva parte di un più vasto programma di rinnovamento che includeva la realizzazione del Canale dei Navicelli per collegare il porto di Livorno con Pisa e con l’Arno, lo sviluppo della stessa Livorno come principale centro portuale e mercantile della Toscana, la fondazione dell’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano.
Luogo
- R. Mazzei, Pisa medicea: l’economia cittadina da Ferdinando I a Cosimo III, Firenze 1991
- R. Mazzei, L’economia pisana e la dinamica del commercio internazionale nell’età moderna, in Pisa e il Mediterraneo: uomini, merci, idee dagli Etruschi ai Medici, a cura di M. Tangheroni, Catalogo della mostra di Pisa (13 settembre-9 dicembre 2003), Milano 2003, pp. 293-297
- E. Fasano Guarini, Pisa nel Cinquecento mediceo. La città, il fiume, il mare, la campagna, in Pisa e il Mediterraneo: uomini, merci, idee dagli Etruschi ai Medici, a cura di M. Tangheroni, Catalogo della mostra di Pisa (13 settembre-9 dicembre 2003), Milano 2003, pp. 281-285
- E. Tolaini, Le città nella storia d’Italia: Pisa, Roma-Bari 1992
Gli arsenali nel Quattrocento
Alla fine del Trecento gli arsenali pisani persero tuttavia la loro antica funzione. In quegli anni la città si preparava a resistere agli attacchi dei Fiorentini, senza contare la minaccia genovese, e gli arsenali furono trasformati sempre più in strutture difensive fortificate. L’area assunse così il nome di “cittadella”.
Luogo
- M. Mallett, The florentine galleys in the fifteenth century, Oxford 1967
- F.C. Lane, Le navi di Venezia fra i secoli XIII e XVI, Torino 1983
- M. Tangheroni, Commercio e navigazione nel Medioevo, Roma-Bari 1996
- O. Banti, Storia illustrata di Pisa, Pisa 2006
- I. Del Punta, I cantieri navali, in Toscani al lavoro. Le grandi produzioni di una terra piena di storia, a cura di I. Del Punta e L. Fezzi, III, Firenze 2005
Gli arsenali repubblicani
Fin dall’inizio del Duecento, e in alcuni casi già prima, le maggiori città portuali si dotarono di spazi e edifici destinati esclusivamente alla costruzione e alla riparazione di navi, generalmente galee e velieri, ma anche imbarcazioni più piccole. Questi complessi avevano a disposizione darsene e bacini (talvolta artificiali), erano circondati da scali, magazzini e officine.
Luogo
- M. Tangheroni, Commercio e navigazione nel Medioevo, Roma-Bari 1996
- E. Concina, Arsenali e città nell’Occidente europeo, Roma 1987
- E. Concina, L’arsenale della repubblica di Venezia: tecniche e istituzioni dal medioevo all’età moderna, Milano 1984
- E. Dummer, A voyage into the mediterranean seas (1685), Londra, British Library, King’s manuscripts, 40