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L’urbanistica mercantile: Borgo Stretto
Luogo
La via, oggi dotata di portici, chiamata “Borgo Stretto”, risale al Medioevo, quando univa i due ponti che all’epoca consentivano il passaggio sull’Auser, a nord della città, e sull’Arno, a sud.
Lungo questa via inizialmente furono aperte semplici botteghe, costituite da poco più di un unico ambiente destinato alla vendita. Esse vennero, però, mano a mano ampliate, per rendere l’attività commerciale più agevole. Divenuta così poco a poco l’asse mercantile della città, la via di Borgo fu dotata degli ampi portici tuttora visibili e destinati a proteggere merci e clienti dalle intemperie, trasformandosi così in un vero e proprio salotto urbano. In seguito i negozi furono dotati anche di magazzini, ricavati sopra le botteghe, nell’impossibilità di scavare cantine a causa del sottosuolo umido e cedevole dell’area, percorsa da numerose falde acquifere. Questi edifici erano (e sono tutt’oggi) privi di fondamenta, poggiando semplicemente su piloni infissi nel terreno.

Con il passare del tempo e il progressivo sviluppo delle attività in loco, i magazzini divennero sempre più ampi e capienti fino ad occupare anche lo spazio soprastante i portici. I mercanti finirono per stabilire qui anche i propri alloggi, edificando al di sopra di botteghe e magazzini ulteriori piani. Qui realizzarono le loro residenze con gusto e una certa ostentazione, come dimostrano gli affreschi che decorano i soffitti a volta e le scale in pietra serena ancora visibili nelle antiche dimore a tutt’oggi destinate a civile abitazione.
