Le case-torri

Luogo

Casa torreNel quartiere di San Francesco, in prossimità dell’Arno, si apre la via detta “delle Belle Torri”. Il nome ci rammenta la diffusione di una struttura edilizia tipica della città medievale: la torre, appunto, e la sua variante, la casa-torre. Quest’ultima fu il modello abitativo che in realtà ebbe maggior successo, in particolare nei secoli successivi al Mille. La casa-torre si sviluppò soprattutto per rispondere alle esigenze delle famiglie mercantili che abitavano nei quartieri cittadini maggiormente orientati al commercio. Mentre le torri, infatti, erano strutture tipicamente militari, non idonee ad essere abitate, se non nei periodi di gravi scontri e disordini interni alla città, le case-torri, pur offrendo garanzie dal punto di vista difensivo, offrivano ambienti più confortevoli e più ampi. Ambienti che consentivano, ad esempio, di immagazzinare le merci e anche di aprire bottega al livello della strada. Fino all’XI secolo quasi tutte le torri e le case-torri erano costruite esclusivamente o prevalentemente in legno. Da quella data in poi si diffusero progressivamente le strutture edilizie in pietra, pur restando alcune parti, come le travi i travicelli, i balconi, le scale e i ballatoi quasi sempre in legno.

Struttura delle case-torri pisane.

particolare di casa torreLe case-torri, costruite in numero crescente a partire dall’XI secolo, erano strutture sviluppate in altezza. Strette e alte, potevano avere una stanza, o al massimo due, ad ogni piano. I locali, collegati da scale e pavimentati in legno, ospitavano le camere ai piani inferiori. La cucina, con il focolare posto al centro della stanza, in genere si trovava in alto, per permettere ai fumi di uscire direttamente dall’ultimo piano. Al livello della strada l’ingresso era costituito da una piccola porta fortificata o da un portico. Il piano terra fu sfruttato sempre più come magazzino e come bottega con la funzione di rivendita commerciale o di laboratorio artigianale o anche di studio notarile. Se la bottega era occupata dal proprietario dell’edificio, essa consentiva anche l’accesso ai piani superiori. Se, al contrario, il fondo era affittato a terzi, allora l’ingresso ai livelli superiori era separato e spesso si trovava al primo piano al quale si accedeva tramite una scala esterna. Secondo alcuni cronisti, Pisa nel Duecento ospitava circa 5000 fra torri e case-torri, un numero senz’altro esagerato, ma che fa capire quanto queste strutture fossero comuni nel paesaggio urbano della città.
 

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