Palazzo Lanfreducci o "Alla Giornata"

Luogo

Palazzo Lanfreducci
Lungarno Pacinotti

palazzo alla giornataNella seconda metà del Trecento il calo demografico e la tendenza alla concentrazione delle ricchezze nelle mani di pochi favorirono un processo di accorpamento di più unità immobiliari unite fino a formare grandi palazzi. A Pisa questa tendenza si accentuò nel Quattrocento, a seguito della conquista fiorentina del 1406 e dell’insediamento di nuove potenti e ricche famiglie mercantili fiorentine.

Rientra perfettamente in queste dinamiche il caso del palazzo fatto costruire da Battista Lanfreducci sul lungarno di Tramontana.
La famiglia Lanfreducci, di origini pisane, costituiva una potente consorteria gentilizia. Già nei secoli XII e XIII i Lanfreducci formavano un grande consortato gentilizio, proprietari di torri e di una loggia sul lungarno di Tramontana, nel tratto poi occupato dai palazzi alla Giornata, Vitelli e Reale, oltre che di possedimenti terrieri nel contado. I Lanfreducci controllavano inoltre il secondo ponte cittadino: il Ponte Nuovo, edificato nel 1182 per collegare via Santa Maria a via Sant’ Antonio. Arricchitisi nel Duecento con il commercio marittimo, annoverarono dignità ecclesiastiche e incarichi diplomatici e parteciparono financo alla tragica battaglia della Meloria (1285) ove persero un certo numero di uomini.

A partire dal 1418 Battista di Bondo (1388-1465), più volte Priore, fece una serie di acquisti immobiliari nella zona della parrocchia di San Biagio alle Catene, sulla quale la famiglia esercitava diritti di patronato. Vi comprò due grandi case e una torre. Nel 1442 annotava nel suo libro di Ricordanze: “... e decte tre case sono fatte una casa”. Era questa l’origine del palazzo Lanfreducci, in seguito intitolato “alla Giornata” e oggi adibito a sede del Rettorato dell’Università di Pisa.
Nelle forme attuali il palazzo fu realizzato dall’architetto Cosimo Pugliani tra il 1594 e i primi del Seicento. I Pisani lo denominarono Palazzo alla Giornata, dal motto scelto dal suo proprietario, il cavaliere di Malta fra’ Francesco Lanfreducci che, detenuto a lungo in prigionia ad Algeri, volle porre quella iscrizione sopra il portone della sua residenza per sottolineare la caducità della vita terrena. Un motto in voga nel Cinquecento e nel Seicento che, nel significato, ricorda il più antico “Carpe diem”. Fra’ Francesco fu uno dei difensori del Forte Sant’Elmo durante l’assedio di Malta del 1565. Fu proprio in quella occasione che venne catturato dai pirati barbareschi e portato schiavo ad Algeri. Rimase rinchiuso in un serraglio per sei anni. Qui formulò un voto: se avesse riacquistato la libertà, avrebbe fatto restaurare il palazzo di famiglia, ormai in decadenza. Il Lanfreducci fu liberato nel 1571 dietro pagamento di un lauto riscatto, che dissanguò le casse di famiglia. Fu proprio per questo motivo che i lavori al palazzo cominciarono soltanto nel 1594. Fra’ Francesco fece scolpire lo stesso motto su tutti i palazzi di sua proprietà, non solo a Pisa, ma anche a Malta.

Alla prigionia algerina allude anche il pezzo di catena che il Lanfreducci fece attaccare sopra l’ingresso principale. La pratica di appendere frammenti di ceppi e catene, a ricordo della scampata prigionia, è comunemente attestata anche in altri paesi d’Europa nella stessa epoca. Se ne hanno testimonianze, ad esempio, in Francia, in Alvernia, più precisamente nel portico della chiesa di Santa Maria di Orcival.

In tempi più recenti, l’avventurosa storia di Francesco Lanfreducci offrì materia a Gabriele d’Annunzio per una sua poesia, compresa nella raccolta Alcyone.

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Bibliografia: 

- L. Tongiorgi Tomasi (a cura di), Il Palazzo alla Giornata. Storia e memorie della sede del Rettorato dell’Università di Pisa. Pisa 2005
- G. Garzella, Pisa com’era: topografia e insediamento: dall’impianto tardoantico alla città murata del secolo XII, Napoli 1990
- F. Redi, Pisa com’era: archeologia, urbanistica e strutture materiali (secoli V-XIV), Napoli 1991
- L. Bertini, Pisa. Guida alla visita della città, Pisa 2007
- R. Mazzei, L’economia pisana e la dinamica del commercio internazionale nell’età moderna, in Pisa e il Mediterraneo: uomini, merci, idee dagli Etruschi ai Medici, a cura di M. Tangheroni, Catalogo della mostra di Pisa (13 settembre-9 dicembre 2003), Milano 2003, pp. 293-297

 

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