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Logge dei Banchi
Luogo
In epoca medievale sorgevano nel quartiere di San Martino numerose logge coperte, generalmente in legno, destinate ad ospitare il commercio di prodotti provenienti da tutto il Mediterraneo.
Le logge di Banchi furono costruite ai primi del Seicento, su ordine del granduca Ferdinando I. Il disegno delle logge si deve all’architetto fiorentino Bernardo Buontalenti. La scelta del luogo, all’incrocio tra tre importanti vie (via San Martino, via del Carmine e via Toselli) obbediva ad un criterio di continuità col passato, perchè qui da secoli si trovavano i banchi dei cambiatori di monete e dei prestatori di denaro, numerosi fondachi di mercanti e botteghe artigiane. Questo crocevia sulla riva sinistra del fiume, all’altezza di Ponte di Mezzo, era tradizionalmente uno dei centri più vivaci della vita economica della città. Per far posto alla nuova, imponente struttura fu abbattuta l’antica loggia dove, come afferma un cronista, usavano ritrovarsi “tucti merchatanti e huomini da bene”. La nuova loggia non modificò tuttavia, nella sostanza, la configurazione topografica già esistente. La via del Carmine, dal nome della chiesa che sorge lungo il suo asse (oggi Corso Italia), venne così a lambire il fianco lungo delle logge, collegandole al Ponte di Mezzo e al suo scalo. Il nuovo edificio, con le sue ampie arcate monumentali, traduceva dal punto di vista urbanistico il trasferimento del centro amministrativo della città dalla riva destra alla riva sinistra del fiume. Un trasferimento che si era reso evidente con la destinazione ad uffici comunali del Palazzo Gambacorti e del Palazzo Pretorio.
I lavori furono eseguiti fra il 1603 e il 1605. Le logge di Banchi, molto simili a quella del Porcellino a Firenze, dovevano essere il luogo deputato per il commercio dei panni, della seta e della lana, che godevano a Pisa di speciali franchigie. Già nel 1604, tuttavia, la parte superiore della struttura fu concessa all’Ufficio dei Fiumi e Fossi per custodirvi il proprio archivio.
Nel corso del Seicento fu abbattuto il nucleo di case medievali che ancora faceva da schermo tra le logge e l’Arno. Si delineò così, gradualmente, il volto definitivo di Piazza XX Settembre.

Nel Settecento fu modificato l’aspetto delle logge, ponendo in cima ad esse una vasta sala, destinata ad ospitare l’archivio del Comune, al cui palazzo le logge sono collegate tramite un cavalcavia.
In anni recenti le logge sono state riportate all’originaria destinazione commerciale con la promozione di mercatini che periodicamente si svolgono sotto le sue arcate, come in occasione del periodo natalizio.
- O. Banti, Storia illustrata di Pisa, Pisa 2004
- P.L. Rupi - A. Martinelli, Pisa: storia urbanistica, Pisa 1997
- E. Tolaini, Forma Pisarum: storia urbanistica della città di Pisa: problemi e ricerche, Pisa 1992 (2a ed.)
- E. Tolaini, Le città nella storia d’Italia: Pisa, Roma-Bari 1992