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Piazza Cairoli (Piazza della Berlina)
Luogo
Nel Medioevo questa piazza era chiamata “dei Cavoli”, perchè qui aveva luogo il mercato orto-frutticolo. Per motivi di ordine igienico, le città medievali destinavano le varie piazze della città a funzioni ben distinte: una per il mercato dei cereali, una per i macellai, una per la frutta e gli ortaggi (spetto chiamata “Piazza delle Erbe”), una per i tessuti. Piazza Cairoli, collocata sulla sponda destra dell’Arno in pieno centro città, svolgeva dunque due funzioni fondamentali per la vita quotidiana dei Pisani: era il punto di smercio al minuto di frutta e verdura, ma anche di altri alimenti che non fossero grano (il cui commercio avveniva appunto nella Piazza del Grano, sotto il controllo dell’Opera del Duomo), ad esempio vino, pesce, spezie, formaggi.
A metà Trecento la piazza era già ricordata, fra le “degnità” del quartiere, come “la piazza de’ chavoli, dove del chontinovo si v’è un merchato d’ongni chosa dove i chontadini istanno a’ vendere lengnie, lino, polli, frutte et ongni leghume”.
All’epoca la piazza non si affacciava direttamente sull’Arno, ma era fiancheggiata da una via che correva lungo il fiume e proseguiva fino a Ponte Vecchio e Via dei Setaioli. Sulla piazza si affacciavano numerose botteghe: ad un angolo una pescheria, ad un altro il negozio di uno speziale, a fianco quello di un “caciaiuolo”...
Alcuni di questi fondi commerciali appartenevano all’Opera del Duomo, che riscuoteva tasse sulla vendita di certi beni. I fondi avevano in genere questa struttura: al piano terra una bottega che si affacciava sulla strada, il retro essendo adibito a magazzino; il primo piano l’abitazione vera e propria. La piazza aveva un suo scalo sull’Arno: non era necessario andare fino alla Piazza del Ponte (attuale Piazza Garibaldi) per utilizzare lo scalo principale all’altezza di Ponte Vecchio.
Nel 1550 Piazza dei Cavoli subì alcune modifiche, nel quadro di una generale sistemazione urbanistica voluta dai Medici. In cima ad una colonna fu posta l’elegante statua dell’Abbondanza (opera di Pietro da Vinci) che dette il nome alla piazza, da allora in poi chiamata “dell’Abbondanza” o “della Dovizia”. Nello stesso periodo fu costruito il loggiato sul lato occidentale, per favorire le attività commerciali. Sfruttando le condotte che portavano in città l’acqua dei Monti Pisani, fu aggiunta anche una fontana, tuttora visibile ai piedi della colonna. La piazza restò per tutta l’età moderna e ancora in età contemporanea centro di vivacissimi scambi commerciali. Tuttavia, il nome che le fu poi attribuito e che è rimasto tuttora, ricorda un’altra funzione: quella della gogna pubblica cui erano sottoposti i condannati per reati non gravi. Infatti, il nome attuale di “Piazza della Berlina” deriva appunto dal fatto che qui, oltre alle attività di mercato orto-frutticolo, al centro della piazza era posta anche la gogna pubblica.