Ponte di Spina (ora ponte della Fortezza)

Luogo

Il ponte iniziò ad essere costruito nel 1261 e fu terminato vent’anni dopo, nel 1282. Fino ad allora, per attraversare l’Arno in quella zona, chiamata “Guatolongo”, si utilizzava un ponte di barche. Il nome di “Ponte di Spina” deriva dal quartiere sulla riva destra dell’Arno, anche se i Pisani in seguito lo ribattezzarono Ponte della Fortezza, dal nome della fortezza (detta “Cittadella Nuova”) costruita dai Fiorentini proprio di fronte al ponte, all’estremità orientale della città.

giardino scotto - bastioni

Nel Tardo Medioevo in quell’area, a ridosso del ponte, per legge i nobili non potevano né costruire nuove case o torri né affittare quelle già esistenti. Vi era vietata anche la costruzione di botteghe per ragioni di difesa militare. Le spese di manutenzione del ponte erano sostenute grazie alle rendite di terreni agricoli di proprietà del Comune, posti nella Maremma Toscana e in Sardegna, territori allora controllati dalla repubblica di Pisa. Altri introiti, di natura fiscale, erano ricavati sulla vendita di olio e ferro. Al ponte era inoltre collegato un arsenale in cui si teneva il legname necessario per le riparazioni. Qui sorgeva anche l’abitazione del “Pontinaio”, l’ufficiale incaricato di amministrare il ponte.

Ponte di Spina, proprio come Ponte a Mare, si trovava presso una delle due estremità della città e per questo doveva essere sorvegliato e difeso. Il ponte era dunque munito di feritoie, di torrette e di catene che impedivano l’entrata in città dalla parte del fiume.

 

Le vicende del ponte in Età Moderna e Contemporanea.

Quando Pisa fu presa dai Fiorentini, questi vietarono ai civili l’accesso al ponte e costruirono un complesso difensivo comprendente la fortezza situata sulla riva sinistra del fiume e il ponte stesso. Nel 1494, tuttavia, i Pisani riuscirono a riconquistare la città e distrussero la fortezza, che era divenuta il principale strumento e quindi il simbolo della dominazione fiorentina. La risposta dei Fiorentini non si fece attendere: l’assedio a Pisa durò ben quindici anni, nel corso dei quali il Ponte di Spina fu senz’altro chiamato a giocare un ruolo strategico importante.

Nel 1509, al termine della guerra, i Fiorentini s’impadronirono nuovamente della città, affrettandosi a ricostruire il ponte, che era stato fortemente danneggiato dai numerosi scontri. Contemporaneamente fu fatta ricostruire anche la fortezza. Pare che nel 1511 i lavori per il nuovo ponte fossero già conclusi, poichè in alcuni documenti si parla di baracche edificate sul ponte per dare riparo alle truppe fiorentine. Anche in quell’occasione il ponte fu di nuovo chiuso ai civili, dato che rappresentava la principale via d’accesso alla fortezza. Fu quindi munito di torrette difese da cannoni che non erano rivolti verso le campagne circostanti, ma verso la città stessa.

lungarno da ponte della fortezza

Solo nel 1781, quando ormai da molto tempo non era più necessario controllare militarmente la città, il Granduca Pietro Leopoldo fece disarmare il ponte e la fortezza, che tornarono ad essere utilizzati dai cittadini per usi civili (in particolare per le passeggiate nei pressi del fiume). Nel 1847 le torrette furono trasformate in terrazze semi-circolari.

Come tutti gli altri ponti della città, Ponte della Fortezza fu distrutto nel 1944, durante la ritirata nazista. Venne ricostruito nel dopoguerra relativamente tardi, solo nel 1959, su un progetto di Riccardo Gizdulich e Letterio Donato. Questa volta gli architetti cercarono delle soluzioni efficaci per risolvere il problema delle correnti e delle relative inondazioni di carreggiata, più forti in questo punto a causa dell’ansa del fiume.

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