Lo Scalo d'Oltremare e Piazza Carrara

Luogo

piazza carraraSecondo il giudizio di molti studiosi, il largo spazio affacciato sul fiume, oggi conosciuto con il nome di Piazza Carrara, sarebbe la testimonianza di un antico scalo. Tuttavia, è necessario considerare che l’aspetto di questa piazza è in realtà profondamente mutato nel corso degli ultimi secoli.

In età antica, e fino alla costruzione delle nuove mura della città ad opera di Cocco Griffi nel 1155 (link: le mura medievali), Piazza Carrara era situata alla periferia della città. Le mura alto-medievali parrebbero cingere proprio il ciglio di Via Santa Maria (a ridosso di Piazza Carrara), che restava all’esterno della cinta urbana. Nella stessa zona, sempre esternamente alle mura, è probabile che corresse allora un braccio dell’Auser, che poco a poco si andò impaludando, rendendo quell’area pienamente abitabile solo dopo varie azioni di bonifica. Piazza Carrara si sarebbe dunque trovata alla confluenza di due importanti corsi d’acqua, che mettevano in comunicazione l’entroterra e il mare: l’Auser e l’Arno. È quindi possibile che già in età alto-medievale questo slargo accogliesse effettivamente uno scalo fluviale.

Nei secoli centrali del Medioevo (X-XII), la piazza era intitolata ai santi Nicola e Donato, dal nome delle due chiese che vi sorgevano. Quella di San Nicola esiste tutt’oggi, mentre San Donato fu distrutta per lasciare spazio al Palazzo Reale. La piazza, capace di offrire un ampio spazio, fu dotata di un importante scalo sull’Arno. Qui approdavano e venivano scaricate le merci d’Oltremare, vale a dire tutte le merci provenienti dall’Oriente, in particolare dalla Siria e dalla Palestina, dove erano sorti i vari Stati crociati. A Pisa si potevano trovare le merci più preziose e rare: drappi di seta, spezie, profumi, unguenti, legni aromatici, coloranti, allume, zucchero di canna, gioie. È allora significativo che proprio su questa piazza sorgesse la chiesa dedicata a San Nicola, santo orientale e patrono dei marinai. Altrettanto importante è la scelta dei Pisani di dedicare, nel loro quartiere a Costantinopoli, una chiesa a San Pietro e una a San Nicola.

La storia della piazza e dei suoi abitanti.

Dall’Alto Medioevo al Quattrocento.

In età longobarda fu scelta proprio l’area in prossimità dell’Arno e della chiesa di San Nicola per accogliere il palazzo dei nuovi regnanti. Il centro istituzionale del potere veniva così spostato dalla sua antica sede, presso Corte Vecchia (coincidente grossomodo con piazza dei Cavalieri), a piazza Carrara, una zona chiave per il commercio.

Nei secoli successivi il centro del potere cittadino tornò ad occupare la zona di Corte Vecchia, ed a presidio della piazza di San Nicola e San Donato rimasero alcune delle famiglie mercantili più potenti della città. Vi risiedevano, infatti, i Gaetani, i Gualandi, i Lanfreducci, tutte con forti interessi commerciali in Levante.

Con lo sviluppo marittimo e commerciale della città, queste famiglie diventarono sempre più ricche e costruirono, lungo il perimetro della piazza riservata ai prodotti d’Oltremare, le loro case-torri, oggi ammirabili almeno in parte. Le case-torri furono poi trasformate, per meglio rispondere alle più moderne esigenze abitative e di rappresentazione sociale, ed accorpate in grandi palazzi già nel Quattrocento.

Il periodo mediceo.

Nel Cinquecento un gruppo di case-torri appartenenti ai Gualandi fu individuato dalla famiglia Medici, duchi di Toscana e nuovi padroni di Pisa, come luogo ove erigere il palazzo ducale. Le case dei Gualandi furono così acquistate e, insieme all’adiacente chiesa di San Donato, vennero accorpate nella nuova residenza medicea. I Medici possedevano già un palazzo a Pisa, situato di fronte alla fortezza, simbolo dell’occupazione fiorentina e per questo odiato dai Pisani. Così, forse per ricordare la loro estrazione mercantile, forse per ribadire l’intenzione di favorire i commerci pisani, o ancora per manifestare una nuova attenzione per il mare, eressero una nuova residenza proprio là dove sorgeva lo scalo d’Oltremare. Questo nuovo palazzo, dallo stile sobrio e ritmato semplicemente da grandi finestre, spicca per esser assai meno fastosa di altri palazzi sui Lungarni appartenenti a famiglie pisane.

Le trasformazioni finali (dal Settecento a oggi).

L’ultima trasformazione di questa piazza, punto d’arrivo delle preziose merci provenienti dall’Oriente, si registra nel corso del XVIII secolo, quando diverse famiglie nobili sovvenzionarono la realizzazione di un teatro che fu eretto all’estremità opposta dell’area rispetto al fiume. Il teatro Rossi rimase in attività fino agli inizi del Novecento, con varie funzioni, fra cui quella di cinema. Per garantire l’accesso alla piazza fu necessario prevedere una nuova strada che aggirasse l’edificio, mentre, d’altra parte, le merci d’Oltremare provenienti in Piazza Carrara non erano ormai più che i simulacri atti alla recitazione sul palco, e non più i veri e propri tesori della città.

La storia di Piazza Carrara riassume in maniera eccellente come trasporto, sbarco e compravendita delle merci portate dall’area mediterranea abbiano influenzato l’evoluzione del piano urbanistico di Pisa. Da area periferica, una piazza necessaria al commercio divenne prima centro istituzionale del potere in età longobarda, quindi zona di sbarco e di compravendita specializzata in merci di grande pregio, provenienti da luoghi molto distanti, circondata da case-torri simbolo della ricchezza e della potenza delle famiglie mercantili più agiate, quindi nuovamente spazio di rappresentanza e istituzionale sotto i Medici, infine genericamente luogo di residenza di famiglie dell’aristocrazia e dell’alta borghesia ed infine spazio destinato ad attività culturali e artistiche.
 

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