La chiesa di San Michele in Borgo

Luogo

Chiesa di San Michele in Borgo.
Borgo Stretto

s.michele in borgoLa chiesa e il monastero benedettino di San Michele in Borgo costituivano nel Medioevo una delle istituzioni ecclesiastiche più ricche e potenti della città. La chiesa fu ampliata nell’XI secolo grazie all’intervento del fondatore del monastero, l’abate Bono, che quando giunse dall’abbazia di Nonantola disse di aver trovato sul posto, oltre alla chiesa, solo un “tugurium” e una torre in corso di costruzione. Nel giro di poco tempo, il monastero si sviluppò a tal punto da esercitare un ruolo di primo piano come polo di aggregazione dello spazio urbano nell’area compresa tra il ponte di Mezzo (link: ponte Vecchio/ponte di Mezzo), l’attuale piazza delle Vettovaglie (link: piazza delle Vettovaglie) e la chiesa di San Pietro in Vincoli. Nel 1077 papa Gregorio VII confermava al monastero i beni del già cospicuo patrimonio, ulteriormente arricchito dai privilegi concessi nella prima metà del Duecento dai papi Onorio III e da Gregorio IX.

Grazie infatti alla posizione strategica, lungo la via di Borgo e nei pressi del Ponte Vecchio, nel cuore del centro commerciale cittadino, il monastero accrebbe rapidamente il suo patrimonio immobiliare, anche per merito delle donazioni delle facoltose famiglie aristocratiche e mercantili che abitavano in quella zona della città. La chiesa è il frutto di numerosi ampliamenti e rimaneggiamenti, soprattutto duecenteschi, ma risalenti anche al Cinquecento e a poco dopo la metà del Settecento, quando si procedette ad una ristrutturazione interna all’insegna dello stile tardo-barocco. Tuttavia la struttura architettonica interna è formata da volte a crociera risalenti ai secoli X-XI, che conservano affreschi con figure zoomorfe. La facciata ospita due gruppi di sculture gotiche (Madonna con il Bambino e Angeli con offerente), i cui originali sono conservati al Museo di San Matteo (link). Le loggette nella parte superiore, con colonnine, capitelli e archetti trilobati, risalgono ai primi del Trecento. La ricchezza della decorazione architettonica e scultorea tanto all’esterno quanto all’interno e le numerose opere pittoriche di pregio tutt’oggi conservate attestano l’importanza e la centralità della chiesa di San Michele nel quartiere di Mezzo (accanto al quartiere di Foriporta, più tardi detto di San Francesco), pullulante di attività commerciali e artigianali e luogo di residenza e di lavoro di alcune delle famiglie più in vista dell’aristocrazia mercantile pisana.

s.michele in borgo

Una curiosità: la facciata presenta scritte propagandistiche che inneggiano agli studenti candidati all’elezione del Rettore dell’Università nei primi anni del Seicento. È forse un simbolo eloquente del cambiamento progressivo che Pisa subì in Età Moderna: da centro mercantile internazionale di primo piano a sede dell’Università più prestigiosa nell’ambito del mediceo Granducato di Toscana.
 

Podcast: 

Mappa