La chiesa di Santo Stefano.

Luogo

Chiesa di Santo Stefano
Piazza dei Cavalieri

IChiesa di santo stefanol papa e martire Stefano era diventato il santo prediletto da Cosimo I de’ Medici, da quando questi aveva riportato una vittoria decisiva per il predominio in Toscana nella battaglia di Montemurlo, il 2 agosto (1554), giorno consacrato al santo. La chiesa dell’Ordine dei Cavalieri, fondata nel 1565 sul luogo di una più antica, quella di San Sebastiano alle Fabbriche Maggiori, fu dunque dedicata a Santo Stefano. I lavori vennero affidati a Giorgio Vasari che la portò a termine nel 1569, data della consacrazione. Il campanile, in marmo e mattoni, fu eretto più tardi, tra il 1570 e il 1572, mentre la realizzazione della facciata, disegnata da Giovanni de’ Medici, avvenne solo al tempo di Ferdinando I, tra il 1594 e il 1606. Le due ali laterali della chiesa furono aggiunte nel 1682 dal fiorentino Pier Francesco Silvani, ma solo recentemente sono state ultimate con mattoni rossi.

L’interno della chiesa presenta uno stile particolare, militare e religioso al tempo stesso. Alla vita del martire fanno riferimento le pitture delle pareti interne, mentre settanta bandiere, quasi tutte turche e risalenti ai secoli XVI-XVIII, sottratte dai cavalieri in occasione di scontri marittimi, decorano le pareti alte delle navate. Sono presenti anche alcune lanterne appartenute a galee e due sculture lignee, parti originali della decorazione di una galera da parata dell’Ordine, scolpite nel Seicento dall’intagliatore pisano Santino. Tra i motivi ornamentali della galera si distinguono sculture di schiavi turchi e figure zoomorfe.

Negli scomparti dipinti del seicentesco soffitto a cassettoni dorati, trovano posto la raffigurazione delle più gloriose imprese dell’Ordine. Si tratta di sei dipinti che, partendo dalla porta centrale, raffigurano:

  1. la presa della città di Bona (Jacopo Ligozzi e Jacopo Ghimenti detto l’Empoli;
  2. l’espugnazione della città di Prevesa (dei medesimi autori);
  3. la vittoria nell’arcipelago greco (Jacopo Ghimenti);
  4. l’imbarco di Maria de’ Medici da Livorno (Cristofano Allori);
  5. il ritorno dalla battaglia di Lepanto (Ludovico Cardi detto il Cigoli);
  6. la vestizione di Cosimo de’ Medici (del medesimo autore).

Ma l’opera più importante della chiesa era senz’altro il busto di San Lussorio, scolpito in bronzo dorato da Donatello, recentemente trasferito al Museo di San Matteo.

 

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Bibliografia: 

- F. Paliaga, S. Renzoni, Chiese di Pisa. Guida alla conoscenza del patrimonio artistico, 3a ed. riveduta, corretta, ampliata con la collaborazione di Francesca Barsotti, Pisa 2005
- AA.VV., L’Ordine di Santo Stefano e il mare, Pisa 2001
- M. Aglietti, La partecipazione delle galere toscane alla battaglia di Lepanto (1571), in AA.VV., Toscana e Spagna nell’età moderna e contemporanea, pubblicazioni del Dipartimento di Scienza della Politica della Università di Pisa, Pisa 1998, pp. 55-145
- O. Banti, Storia illustrata di Pisa, Pisa 2004

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