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Piazza del Duomo
Luogo
La piazza del Duomo (o Piazza dei Miracoli) è stata sin dall’antichità il cuore spirituale della città. Gli Etruschi vi costruirono almeno due santuari, mentre i Romani scelsero quest’area per edificare le lussuose dimore delle più eminenti famiglie cittadine. Recenti scavi hanno permesso il ritrovamento di pavimenti a mosaico, strutture murarie e colonne di portici. A fianco di questo complesso insediativo scorreva il fiume Auser e non lontano sorgeva il porto fluviale scoperto pochi anni orsono nei pressi della stazione ferroviaria di San Rossore. In epoca romana questa zona aveva dunque una vocazione prevalentemente commerciale, trovandosi all’incrocio di importanti vie d’acqua. La sua antica dimensione spirituale e religiosa, quella dell’acropoli etrusca, fu recuperata solo nell’Alto Medioevo, quando vennero qui eretti un battistero a pianta ottogonale e una cattedrale, probabilmente risalente al IX secolo.Dopo il Mille, l’espansione tumultuosa di Pisa nel Mediterraneo e lo sviluppo commerciale che ne seguì, portarono i Pisani a progettare una nuova cattedrale, anzi un nuovo complesso monumentale. Una serie di epigrafi attaccate ai muri dell’edificio celebrano le imprese navali pisane nel Mediterraneo. Un’iscrizione sulla facciata rammenta che nel 1064 “i cittadini pisani, forti per ben noto valore, presero a costruire questa chiesa” con i proventi del sacco di Palermo compiuto quello stesso anno. In seguito i cittadini crearono un ente specifico, l’Opera di Santa Maria, incaricato di raccogliere i fondi necessari e seguire i lavori di costruzione della cattedrale. Questi lavori proseguirono nei secoli seguenti e invero la realizzazione dell’intero complesso, comprendente il Battistero, la Torre, il Camposanto, fu un’opera plurisecolare, assai complessa e costosa.
Per tutti questi edifici fu scelto il marmo bianco, proveniente in parte dai vicini Monti Pisani, in parte da Carrara. La scelta del marmo bianco non fu casuale. Nel Medioevo il marmo aveva assunto un significato simbolico di legame con Roma antica. Nelle coscienze degli uomini del Medioevo, soprattutto in Italia, era vivo il ricordo di Roma, la capitale dell’Impero, anche perchè dappertutto erano visibili le rovine dell’antico splendore e delle glorie passate. Queste rovine molto spesso consistevano in resti di palazzi, ville e templi costruiti o decorati con il marmo. Per sottolineare i propri legami con il glorioso passato dell’Impero Romano, in età comunale numerose città italiane si presentarono come “novella Roma” e fecero della lupa che allatta Romolo e Remo un proprio simbolo. In ambito toscano fu soprattutto il caso di Pisa e di Siena. Costruendo le proprie cattedrali interamente in marmo, i cittadini intendevano rivendicare vistosamente quel vincolo, diretto e particolare, che doveva legare la propria città con la Roma degli imperatori, di cui essi si proponevano come gli eredi.
Ne erano ben coscienti i Pisani del XII secolo, che proclamarono con orgoglio nell’iscrizione sulla facciata del Duomo: “Non ha uguali questo tempio di marmo bianco come la neve” (“Non habet exemplum niveo de marmore templum”).
- O. Banti, Storia illustrata di Pisa, Pisa 2004
- Il Duomo di Pisa, a cura di E. Carli, Firenze 1989
- Pisa e il Mediterraneo: uomini, merci, idee dagli Etruschi ai Medici, a cura di M. Tangheroni, Catalogo della mostra di Pisa (13 settembre-9 dicembre 2003), Milano 2003
- M. Tangheroni, Pisa, l’Islam e il Mediterraneo, la prima crociata: alcune considerazioni, in Toscana e Terrasanta nel Medioevo, a cura di F. Cardini, Firenze 1982, pp. 31-55
- I. Del Punta, Il marmo, in Toscani al lavoro. Le grandi produzioni di una terra piena di storia, vol. I, Il marmo – la ceramica – il vetro e l’alabastro, Firenze 2005